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Un consiglio: guardate Peaky Blinders

Per chi di voi non conoscesse Peaky Blinders – la serie TV targata BBC ormai giunta alla quinta stagione e disponibile su Netflix – questo è un appassionato consiglio di visione. Per questo cercherò di evitare spoiler.
Per chi invece l’avesse vista, si tratta di una breve riflessione su una serie di cui probabilmente sarete innamorati come lo sono io.

In una Birmingham ancora ferita al termine del primo conflitto mondiale, una banda di zingari decorati eroi di guerra costruisce la propria singolare via di riscatto attraverso la criminalità, fronteggiando di volta in volta avversari sempre più temibili, potenti e crudeli. Ispirato da vicende e personaggi realmente esistiti, Peaky Blinders – vincitrice del BAFTA 2018 alla miglior serie drammatica – è senza dubbio una delle migliori serie TV che si siano viste negli ultimi anni.

Una banda di allibratori attivi nella piccola criminalità si trasforma grazie alla guida lucida e spregiudicata del capobanda Thomas Shelby – interpretato da un magistrale Cillian Murphy – prima nella famiglia più potente di Birmingham e poi in una delle più influenti del Regno Unito.

Intimidazioni, violenza, furti, rapine, omicidi, macchinazioni e strategie si intrecciano con passioni, amori, lutti, redenzioni tentate e fallite e in qualche caso anche buoni sentimenti.

Thomas Shelby è stato profondamente segnato dalla guerra, e al suo ritorno è irriconoscibile. Fra i tunnel scavati e le trincee ha lasciato tutti i suoi ideali e i suoi valori. Il riscatto nel quale credeva da giovane non va più costruito stando all’interno del conflitto sociale, ma mettendosi al di fuori di esso e piegandolo secondo convenienza, con astuti giochi di convenienza. Lo scopo? Conquistare e mantenere il potere.

Oltre alle apparenze

Almeno inizialmente, sembra essere semplicemente questo il gioco nel quale Thomas guida i Peaky Blinders. Tuttavia, ben presto le cose si dimostrano più complesse.

Spesso Tom, pur facendo credere a sé stesso e a (quasi) tutti gli altri di agire esclusivamente per il proprio profitto economico e sociale, in realtà compie crimini anche efferati con altre finalità. Prima di tutto per la sua famiglia, ma a poco a poco anche per cause ben più grandi di lui e della sua cerchia. In questo senso la serie ci accompagna in una costante riflessione “machiavellica”, che inevitabilmente conduce, prima sottotraccia e poi con evidenza, alla politica.

In questo contesto, anche se nessun personaggio rappresenta la piena luce e pochissimi rappresentano interamente l’oscurità, il bene e il male in Peaky Blinders esistono e sono evidenti anche agli occhi di Tom. Infatti, il male – anche quando compiuto a fin di bene – comporta un prezzo da pagare.

Gli Shelby tentano a più riprese di conservare solo la parte “pulita” dei loro affari, ma non ci riescono. “Concludi questo affare e lasciati alle spalle questa vita”, farà promettere Grace (una delle protagoniste della serie, insieme a tante fondamentali donne) a Thomas. Lui lo fa, credendoci veramente. Eppure, non potrà mai mantenere quella promessa. Fra rappresaglie, vendette e ricatti, per la famiglia non potrà mai esserci un lieto fine.

Thomas diventa sempre più prigioniero nella solitudine della posizione che ha conquistato, e poco alla volta giungerà a detestare quel sovrappiù di vita che – sopravvissuto miracolosamente alla guerra – si è ritrovato ad avere assieme ai suoi fratelli.

Cosa ne sarà di Tommy Shelby e della sua famiglia lo scopriremo nei prossimi anni (per la sesta stagione dovremo aspettare un bel po’, e dovrebbe essercene una settima), intanto vale la pena di guardare le prime cinque stagioni di questa meravigliosa serie TV. Troverete interessantissimi spunti riflessione, ma anche sequenze di azione mozzafiato, dialoghi e monologhi taglienti, una colonna sonora da pelle d’oca e una fotografia da ricordare.

Buona visione!

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