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Congresso GD Piemonte: rifondare la giovanile partendo dal basso

Non ho tante certezze sulla strada che si debba percorrere per rifare la sinistra di cui l’Italia ha bisogno. Solo di due cose sono piuttosto sicuro.

La prima è che bisogna lasciare da parte un’idea di società sbagliata, subalterna alla destra e perdente. Una lettura della società che nega il conflitto, che crede nella favola del mercato che funziona da solo e che difende i forti dimenticando i deboli, pensando così di riconoscere i giusti meriti a ciascuno.

Per lasciarsi alle spalle quest’idea, ci serve un nuovo paradigma economico e sociale, che parta dalla rivoluzione verde dell’economia, legando indissolubilmente uguaglianza e sostenibilità.

Questo è il primo punto, e riguarda l’orizzonte a cui tendere, declinando le sfide di tutti i giorni, la quotidianità dell’azione politica.

Il secondo punto è una diretta conseguenza del primo: l’unico modo per costruire questo riscatto è promuovere un impegno rinnovato della nostra generazione, che deve prendersi i suoi spazi e imporsi come protagonista in questo conflitto fra status quo e un futuro di giustizia a cui tendere.

Questo impegno non si alimenterà grazie a presunti leader illuminati, soprattutto nel nostro paese. Non funzioneranno i messaggi dall’alto, nemmeno quelli più trascinatori, non se non si ricostruisce il tessuto che dovrebbe unire le comunità e le generazioni, e che oggi è del tutto lacerato.

È una sfida che invece ci riguarda personalmente, da vicino, nelle scelte che facciamo quando pratichiamo la politica. È una sfida che rende fondamentale il nostro Congresso dei Giovani Democratici del Piemonte.

Lorenzo Bontempi – iscritto al nostro Circolo di Novara, già responsabile Saperi per i GD Piemonte – sabato diventerà il nostro segretario regionale, e quello che gli chiediamo è di non perdere mai di vista questa sfida.

Lui ripete spesso che in questa fase siamo forse meno attrattivi perché abbiamo meno potere da gestire, e quindi possiamo rifondare una giovanile sull’impegno sincero delle tante e dei tanti che vogliono davvero fare politica, e farla a sinistra.

È esattamente così. Il regionale dovrà sostenere i Circoli e le federazioni, e farlo mettendo in rete le persone, le idee e le comunità. Dovrà aprire una fase nuova, nella quale l’incontro fra ragazze e ragazzi di parti diverse della nostra Regione non solo è possibile, ma diventa quotidiano.

Una giovanile operativa, che risponde all’inerzia del nazionale con la concretezza dell’esempio. Una giovanile che aiuta le federazioni a progettare e diffonde le buone idee in tutto il Piemonte. Che faccia sentire tutte e tutti parte di una comunità.

Nessuno dovrà più sentirsi un’isola, nessuno dovrà più patire il freddo della solitudine.

Ragioniamo come una squadra, facciamo germogliare in tutto il Piemonte un’idea nuova della politica e della società. Se queste cose ce le diciamo ciascuno per sé, non otteniamo nulla.

Ma se cominciamo ad essere qualche centinaio, nella stessa direzione, uniti anche se sparsi per mille Comuni, allora qualcosa può cominciare a cambiare.

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