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Tre punti fermi per cambiare il PD provinciale

Non tutti lo sanno, ma in queste settimane si è svolto il Congresso provinciale del PD di Novara.
Si sceglievano i segretari dei Circoli e si votavano i componenti dell’assemblea provinciale, eletti in liste a sostegno di un candidato segretario.

I candidati erano tre:

Marco Uboldi, 48 anni, consigliere Comunale di Trecate e Consigliere provinciale; Ilaria Cornalba, 36 anni, ex coordinatrice del Circolo di Cerano; Simone Calderoni, 24 anni, consigliere comunale di Borgomanero.

Dopo i Congressi nessuno dei tre ha raggiunto il 50% dei delegati, e perciò il segretario verrà scelto in assemblea il 1 dicembre.

Io ho sostenuto convintamente Marco Uboldi, per le ragioni che trovate qui.

Adesso i Congressi sono finiti, il risultato è 37 delegati per Uboldi, 36 per Cornalba. Loro due si giocheranno la partita in assemblea.

Secondo me sono tre i punti fondamentali, prima di partire con i cambiamenti organizzativi, comunicativi, con le iniziative e con qualsiasi altra cosa:

  1. Bisogna arginare il sistema delle “truppe cammellate”, che ancora una volta ha inquinato buona parte del Congresso, frustrando e svilendo la partecipazione dei veri militanti che nonostante tutto sono rimasti. Le truppe cammellate c’erano, ma sono state sconfitte. L’occasione è propizia per cambiare le cose una volta per tutte, a costo anche di scontentare qualcuno all’interno delle compagini che si contendono la vittoria. Bisogna rifiutare ogni compromesso al ribasso. E bisogna subito applicare le regole sul tesseramento in maniera seria, per impedire a chi le elude di farlo ancora in futuro;
  2. Bisogna prendere atto che questo Congresso è stato un fallimento nella partecipazione. Nonostante le truppe cammellate, l’affluenza supera di poco il 50%. Messo ai margini il sistema di gestione precedente del potere, bisogna ridare fiducia ai Circoli e ai territori, facendo di tutto per valorizzarli;
  3. Non basta arginare il peggio, bisogna valorizzare il meglio. Non basta mettere all’angolo i metodi inaccettabili, bisogna smettere di riprodurne i contorni. Perciò, la prossima direzione e la prossima segreteria non dovranno essere composte solo su basi percentuali, su quote di corrente. Bisognerà valorizzare disponibilità e competenza, senza considerare alcun altro fattore.

Tre punti di metodo, tre punti che non possiamo eludere in alcun modo.

Sono sicuro che una maggioranza solida, partendo da queste premesse, si possa costruire. Non è un percorso che si esaurisce in una settimana, e da solo non ci basterà certo a riportare il PD a vincere. Ma è sicuramente il primo passo nella giusta direzione.

Le cose si possono cambiare, le regole si possono far rispettare, si può tornare a fare politica vera, anche nel PD di Novara.

I Giovani Democratici ci sono per contribuire a questo percorso. Dare vita all’alternativa. Ce la metteremo tutta, perché le cose si possono cambiare. E se si deciderà di non farle cambiare? Allora staremo in minoranza.

Buon lavoro a tutti noi!

2 commenti su “Tre punti fermi per cambiare il PD provinciale”

  1. Qualità, impegno personale, competenza nel ruolo assunto e non bandierine di inutile occupazione. Questo spero sia la formazione dei nuovi organi di direzione, esecutivo e controllo del Partito. In caso contrario… Il rischio dell’irrilevanza politica è davanti a noi.

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