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Da Fridays for Future alle Sardine, il 2020 ci chiederà di fare un passo in avanti.

Le piazze di Fridays For Future e le piazze delle Sardine sono probabilmente le due cose politicamente più importanti per l’Italia del 2019.

Due gruppi di persone che in modo diverso hanno dimostrato che c’è ancora gente che vuole fare politica. E che vuole farla con valori che appartengono alla sinistra, senza doversene vergognare.

Due tipi diversi di manifestazioni, che riescono con la loro voce a fare ciò che il PD non è mai riuscito a fare in questi anni: raccontare un mondo diverso da quello che descrive la destra.

E queste piazze ottengono risultati.

Un esempio? L’Italia ha dichiarato l’emergenza climatica! È successo ieri sera, finalmente, con il voto della Camera dei Deputati. Nello stesso giorno, l’UE ha annunciato il “Green Deal Europeo”.

Certo, manca ancora molto. Manca un’idea radicalmente diversa di sviluppo che tenga fino in fondo insieme giustizia climatica e giustizia sociale. Manca il coraggio di costruire un paradigma nuovo per la nostra economia. Mancano, soprattutto a livello nazionale, strumenti e obiettivi concreti.

Ma grazie alle ragazze e ai ragazzi di Fridays for Future abbiamo fatto più passi in avanti che mai. Grazie ai milioni di giovani che sono scesi in piazza in questi mesi, le cose poco a poco stanno cambiando.

E le Sardine? Beh, Salvini non è più l’unico padrone della piazza. Non può più dire che il “popolo” è tutto dalla sua, che la piazza è solo roba sua. E questa è una vittoria mediatica fondamentale, una vittoria che nessuno dei politici del centrosinistra – nessuno – è mai riuscito a raggiungere in questi anni.

Questo è il senso della politica per la nostra generazione. Riscoprirsi impegnata, imbarcata nell’avventura dell’esistenza, chiamata a farsi sentire per costruire con le sue stesse mani il proprio riscatto.

Allora possiamo dirci soddisfatti? A posto così? No, sarebbe un’illusione. Perché, come detto, siamo appena all’inizio della strada.

Nel 2019 questi movimenti hanno scosso l’agenda, hanno ribaltato una certa narrazione, hanno mostrato alla politica che non bisogna vergognarsi di essere un’altra cosa rispetto all’egemonia culturale della destra.

Nel 2020 bisogna fare un passo in avanti, se vogliamo davvero che le cose cambino. Un passo in avanti, un passo gli uni verso gli altri.

Bisognerà trasformare tutta questa forza in azione politica quotidiana, organizzata, che attraverso formazione, discussione ed elaborazione arriva infine nelle istituzioni e porta a decisioni e provvedimenti. E questo lo possono fare solo i Partiti.

C’è una gigantesca esigenza di rappresentanza, dietro a queste piazze. Spetta alla sinistra raccoglierla, e spetta alle persone che riempiono le piazze trovare il coraggio di farsi avanti.

Chi di noi fa parte del Partito Democratico, faccia di tutto per aprirsi a queste piazze. Chi riempie le piazze, provi a chiedersi come può arrivare concretamente a cambiare le cose.

Le risposte di cui abbiamo bisogno arriveranno in tempi accettabili solo se insieme avremo il coraggio di costruire la politica che ci serve.

Dipende da noi. Facciamo tutte e tutti questo passo in avanti.

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