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Appello alle Sardine di Novara: sleghiamo la città, insieme

Ieri c’è stata una piazza vivace, colorata, festosa, antifascista. Una piazza per nulla scontata in una città come Novara. È stato un successo che nessuno poteva aspettarsi, un successo che non va lasciato isolato.

Una piazza libera, su cui nessuno potrà mettere il cappello.

Allora il mio appello è semplice: per slegare Novara dobbiamo andare avanti, tutte e tutti assieme.

Novara cade a pezzi, da tutti i punti di vista.

Le strade, i marciapiedi, i parchi, le poche aree verdi che ci sono rimaste, tutto è abbandonato e dimenticato, se non quando c’è da fare foto e raccogliere un po’ di consenso.

L’Università continua a crescere come una cattedrale nel deserto, dimenticata da un’amministrazione che si ostina a non ripensare spazi, eventi, trasporti per rendere la nostra una città universitaria.

Non esiste un briciolo di idea per il futuro della città, un’idea della sua vocazione. Posti di lavoro qualificati per i giovani non ce ne sono, prospettive e opportunità men che meno. Siamo una città sempre più provinciale, e sempre più spenta.

Cultura, politiche sociali e politiche giovanili proseguono per inerzia, grazie agli sforzi solitari di associazioni e cittadini impegnati. Anche qui, zero idee, zero proposte, zero iniziativa.

Se non ci attiviamo, nei prossimi cinque anni si completerà la desertificazione assoluta della seconda città del Piemonte. Non basterà lo sforzo di pochi, ci vuole la mobilitazione di molti.

Ho 23 anni, non so cosa ne sarà del mio futuro. Ma so che il presente lo voglio dedicare alla mia città, insieme a tutte e tutti coloro che vogliono offrirle un’opportunità di riscatto.

Troviamo il modo di incontrarci, parlare. Mettiamo giù tutte le nostre idee. Guardiamoci negli occhi, raccogliamo i contatti e le energie. Costruiamo l’alternativa al nulla che amministra questa città.

Questo è il primo passo che possiamo fare per dare continuità alla piazza che abbiamo riempito, alla forza ideale che abbiamo dimostrato.

Rimbocchiamoci le mani, diamo a Novara una vocazione, tiriamola fuori dalla palude.

Vediamoci all’inizio del 2020 per una grande iniziativa da cui partire per costruire l’alternativa. Prendiamo una parte, costruiamo il cambiamento.

Con fiducia,

Mattia

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